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Caravaggio_"Vocazione di San Matteo".





Che cosa rappresenta l’opera? Qual è il linguaggio pittorico utilizzato? 


Commenti

  1. Raffigura il momento, narrato nei vangeli, nel quale Gesù incontra Matteo, impegnato nel suo lavoro, e lo invita a seguirlo nella predicazione. 
    È il primo dipinto di Caravaggio nel quale i personaggi sono immersi nel buio e illuminati, a tratti, da una luce direzionata. I personaggi seduti al tavolo sono persone del popolo.
    La luce, che proviene da una singola fonte luminosa diretta, è la caratteristica principale del dipinto. Inoltre i personaggi sono illuminati in modo da far risaltare i gesti, i volti e i dettagli che servono a Caravaggio per caratterizzare la scena.
    Luciana D'Acri

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  2. L’artista dipinge l’istante in cui Cristo sta effettuando la chiamata di Matteo per fargli abbandonare la sua attuale vita e convertirlo in un suo apostolo. Ci sono tante persone diverse, tutte ritratte con costumi del Seicento, tranne Cristo e Pietro che indossano abiti antichi. Il senso di realismo viene unito alla componente drammatica determinata dall'illuminazione contrastata.
    Gloria Pisano

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  3. Il dipinto raffigura il momento narrato nei Vangeli,nel quale Gesù incontra Matteo impegnato nel suo lavoro,e lo invita a seguirlo nella predicazione. Questo dipinto è un olio su tela con la tecnica del chiaro scuro,infatti la scena è illuminata da un solo fascio di luce che illumina i volti dei presenti ,solo due di loro alzano lo sguardo e guardano Gesù, gli altri continuano a contare i soldi.

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  4. Io sono d'accordo con i miei compagni. Questa immagine sta a significare la libertà di scelta affidata da Dio a tutti gli uomini.

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  5. Aggiungo che L'episodio si svolge in un ambiente buoi e squallido; seduti attorno al tavolo, alcuni uomini contano del denaro: è il momento della riscossione delle tasse. Improvvisamente, accompagnato da San Pietro, entra Gesù e accenna Matteo che indica se stessso, stupefatto.C è dunque istantanietà nella chiamata e nella risposta: la volontà di Dio è espressa e accolta contemporaneamente; un attimo ancora e Matteo abbandonando il suo lavoro, il guadagno, i compangi - si alza per seguire il Redentore. Dei presenti, solo Matteo capisce; i 2 giovani a destra si volgono, all'apparire di Cristo, incuriositi dal nuovo evento; gli altri invece neppure si accorgono di che cosa sta accadendo e continuano a contare i soldi. Il significato del fatto narrato è reso dalla luce.
    Di essa non conosciamo la provenienza: non entra dalla finestra, che pure è chiaramente visibile davanti a noi e ci porta in inganno proviene intensa e obliqua da destra, per mettere in evidenza la figura di Cristo.

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  6. Bene Ragazzi!!
    continuate con i vostri commenti.
    Cosa vi ha colpito maggiormente dell'opera?

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  7. Il gesto improvviso di Gesù, lo stupore del protagonista e l’indifferenza degli altri: questa è la vera sintesi dell'opera secondo me. Attraverso un particolare gioco di luci, che rappresentano la Grazia Divina Caravaggio racconta un momento fondamentale della storia evangelica, ovvero la scelta da parte di Cristo di uno dei suoi discepoli. Lo scenario scelto è classico del repertorio caravaggesco: una stanza semplice, buia, semi vuota e incredibilmente realistica. l’ambiente è misero ma fondamentale per la riuscita del miracolo.

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Il quadro raffigura l’episodio evangelico in cui Matteo, esattore delle tasse attaccato al denaro, abbandona il suo lavoro per seguire Gesù. In quest'ufficio della dogana, due gruppi di personaggi si distiguono dai loro vestiti. A sinistra, le persone intorno a san Matteo, sono vestite come i contemporanei di Carravagio; Cristo e san Pietro come potevano essere in quell'epoca. Cosi, la scena si svolge fuori dal tempo storico per fare entrare lo spettatore in questo racconto evangelico. Nello stesso gesto di Adamo nell'affresco di Michelangelo, Cristo prolunga la creazione dell'uomo da Dio, in vocazione a seguire la sua chiamata. E' questa stessa mano tesa che oltrepassa il "vuoto" che divide i due gruppi di personaggi, separazione tra l'umano ed il divino, il peccato e la grazia. La luce squarcia l’oscurità da diverse angolazioni con violenta intensità drammatica. La luce, nella Vocazione di San Matteo, è il simbolo della Grazia divina che investe tutti gli uomini: solo Matteo però risponde alla chiamata di Gesù. É la trasposizione pittorica del concetto di libero arbitrio: ogni uomo può scegliere se seguire o no la via della salvezza.

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  10. L’opera rappresenta il momento in cui Matteo viene chiamato all’apostolato da parte di Gesù. Caravaggio, come Leonardo Da Vinci, usa nelle sue opere il linguaggio dei gesti: Gesù punta con la mano Matteo e quest’ultimo risponde con l’indice indicando se stesso. La scena é realistica: non si svolge in un ambiente sacro, e da questo si evince quanto Caravaggio voglia rendere realistiche le sue opere, anche quelle che raffigurano momenti sacri. Quest’opera presenta solo due elementi che fanno riferimento al sacro infatti: la luce, che oltre a essere protagonista, é spirituale, divina e portatrice di fede; l’aureola che si intravede sul capo di Gesù.

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  11. Morrone Monica
    È un'opera a sfondo religioso. Raffigura il momento narrato nei vangeli, in cui Gesù incontra Matteo, impegnato nel suo lavoro, e lo invita a seguirlo nella predicazione. Oltre a San Matteo ci sono altre figure sedute al tavolo con lui che indossano dei vestiti come i contemporanei di Caravaggio, come se volessero trasmette la percezione dell’artista dell’attualità della scena, e sono raffigurati come se fossero in un’osteria. Solo alcuni dei personaggi sono investiti dalla luce e rivolgono lo sguardo verso Gesù, destinatari della vocazione insieme a San Matteo, gli altri rimangono con il capo chino, distratti dalle loro occupazioni; uno dei compagni di Matteo indossa un paio di occhiali quasi come se fosse accecato dal denaro. La luce, inoltre, ha la funzione di dare direzione di lettura alla scena, che va da destra a sinistra e torna indietro quando incontra l’espressione sbigottita ed il gesto di San Matteo che punta il dito contro se stesso come se chiedesse una conferma. I colori sono molto caldi e lo si può notare nelle vesti.

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  12. Ginevra Scavo
    il quadro venne commissionato nel 1565 dal cardinale francese Mathieu Cointrel; quest’ultimo desiderava che venissero realizzati dei quadri sui fatti fondamentali della vita di san Matteo, da porre poi nella chiesa di san Luigi dei Francesi. Si tratta di un dipinto di Caravaggio di grande importanza, nel quale l’artista dipinge l’istante in cui Cristo sta effettuando la chiamata di Matteo per fargli abbandonare la sua attuale vita e convertirlo in un suo apostolo.
    Secondo la tradizione, Matteo prima di diventare discepolo di Cristo, si occupava di riscuotere le tasse ed imposte. L’ambiente che circonda i personaggi ha un’atmosfera poco ospitale e l’oscurità domina tutta la scena. Pietro è stato aggiunto da Caravaggio, infatti nella storia Pietro non viene citato e nemmeno il committente dell’opera aveva richiesto la sua presenza. Il pittore lo inserisce come simbolo della Chiesa nell’atto della Conversione.

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  13. Marica D'Andrea
    La vera protagonista di questa opera è la luce divina, la quale porta la parola di Dio. Si può avvincere una metafora che è quella della luce salvatrice e il buio del peccato. Nella parte di destra dell’opera si anima una scena è un dialogo di gesti.

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  14. Il dipinto intitolato Vocazione di San Matteo, di Caravaggio, raffigura il momento, narrato nei vangeli, nel quale Gesù incontra Matteo, impegnato nel suo lavoro, e lo invita a seguirlo nella predicazione. Matteo era un esattore delle tasse, quindi, legato ad un’attività materiale e molto distante dalla spiritualità predicata dal Messia. Nel dipinto non è chiaro chi sia Matteo. Tradizionalmente, secondo alcuni storici è l’uomo con la folta barba che indica a sinistra. Recentemente è stata proposta l’ipotesi che, invece, Matteo sia il ragazzo seduto a capotavola, su di una sedia con la spalliera ricurva.
    La luce direzionata, che proviene da destra, dall’alto, simboleggia la luce della misericordia divina. La sua fonte è coincidente con l’alto dei cieli, Dio Padre, la provenienza a destra, invece, con l’ingresso di Cristo.
    Secondo gli storici, la Vocazione di San Matteo è il primo dipinto di Caravaggio nel quale i personaggi sono immersi nel buio e illuminati, a tratti, da una lama di luce direzionata. I personaggi seduti al tavolo sono immagini di persone del popolo, abbigliati con abiti contemporanei. Le figure e i dettagli sono frutto di una attenta e rigorosa osservazione della realtà, considerata degna di rappresentare il fatto divino, incarnato, appunto nell’umanità del popolo e nel quotidiano. Questo forte senso di realismo viene unito alla componente drammatica determinata dall’illuminazione fortemente contrastata. Si può notare la stesso idea di rappresentazione del sacro nei dipinti La morte della Vergine e La Crocifissione di San Pietro.
    Francesco Volpe

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