Luciana Santoro Mi complisce maggiormente come girandoci attorno ad Apollo Bernini si possono ammirare tutti i dettagli dell’inseguimento, compresa la trasformazione della ninfa. Bernini con questo lavoro ha ottenuto dei risultati inimmaginabili. Come con martello e scalpello è riuscito a rappresentare perfettamente il momento cruciale di tutto il racconto. Il momento in cui Dafne sta cominciando a trasformarsi in albero di alloro. Mi affascina la storia Della scultura si può vedere come una sorta di violenza dall’uomo che non accetta un rifiuto e persevera nel perseguitare e violentare (anche se solo psicologicamente) una donna che non lo ama. L’amore di Apollo è distruttivo,lui distrugge la bellezza e la vita di Daphne, ma così facendo distrugge anche sé stesso. Il suo desiderio rimarrà inappagato, gli rimarrà soltanto il dolore.
Sono d'accordo con quello che ha detto Luciana. Vorrei aggiungere che abbiamo un forte dinamismo e inoltre sembra che il marmo si muova! Possiamo anche notare i capelli e la mano che si stanno trasformando in un albero di alloro perché appunto Dafne significa alloro.
Marica D'andrea il concetto chiave di questa opera è il dinamismo, che appunto da un senso di movimento. La statua raffigura il momento in cui Apollo che prova dei sentimenti per Daphne, la insegue mentre lei tenta di fuggire poiché non ricambia i sentimenti. I punti dove si coglie maggiormente il dinamismo è la sollevata nell’atto della corsa, dove lei urla e lui solleva il piede. I capelli e le mani di Daphne si trasformano in foglie di alloro, le dita dei piedi diventano radici che bloccano la corsa e la pelle si sta trasformando in corteccia. Il dinamismo è una particolarità che attira l’attenzione dell’osservatore.
Di questa opera mi colpisce il fatto che i personaggi sembrino davvero realistici . Bernini infatti rappresenta ogni minima azione in un perfetto dinamismo ; la gamba di Apollo che si alza nell'intento di correre, il mantello che svolazza col vento. C'è inoltre la transizione tra stato umano a vegetale di Dafne,in un realismo incredibile.
Di questa scultura mi colpisce il fatto che l'artista sia riuscito a rappresentare il momento esatto in cui Apollo afferra Dafne con la mano sinistra mentre lei si sta per trasformare in un albero. Inoltre apprezzo molto come il Bernini sia riuscito a conferire ai 2 personaggi un dinamismo dapprima sconosciuto.
La scultura “Apollo e Dafne” di Gian Lorenzo Bernini, nonostante sia stata scolpita in marmo, ha come principale caratteristica il dinamismo. L’opera ha come protagonisti Apollo e la ninfea Dafne; lui, innamorato di Dafne, viene rifiutato da quest’ultima che cerca di scappare, Apollo, però, alza la gamba perché in procinto di inseguirla, la ninfea urla disperata e lo afferra con la mano sinistra, mentre i capelli e le mani iniziano a trasformarsi in pianta di alloro, le dita dei piedi diventano radici che fermano questa corsa e la pelle muta in corteccia. Possiamo quindi dire che i movimenti dei personaggi sono spontanei e naturali, inoltre anche i sentimenti della ninfea sono evidenti: l’urlo disperato sottolinea il momento preciso della reazione di Dafne; l’opera prende vita e culmina in questo urlo. Quello che mi colpisce è come Bernini riesca a custodire alcune caratteristiche dei più grandi artisti del Rinascimento: Michelangelo e Leonardo Da Vinci; dal primo ne ha ereditato il far vivere la figura nonostante fosse scolpita nel marmo rigido e fermo, dal grande Leonardo ha imparato a dare vita alle figure, animando i loro sentimenti.
Beatrice Gallo. Mi trovo d’accordo con tutto ciò che hanno detto i miei compagni e quello che mi colpisce di più è proprio Dafne. Per sottrarsi all'indesiderato abbraccio, ostenta la sua nudità contro il suo volere, e lotta per la sua verginità: per sfuggire alla presa di Apollo, infatti, la ninfa frena all'improvviso e inarca il busto verso avanti, così da controbilanciare la spinta del dio e proseguire la fuga. La parte inferiore del busto di Dafne, però, non risponde più alla sua volontà poiché la metamorfosi è appena iniziata, possiamo vedere come il piede sinistro abbia già perso ogni aspetto umano divenendo radice, e altrettanto sta avvenendo al destro, che tenta invano di sollevare ma che è invece ancorato al suolo da alcune appendici che crescono dalle unghie e che formeranno in seguito l'apparato radicale della pianta di alloro. Secondo lo stesso processo, la corteccia avvolgerà progressivamente il suo corpo, mentre le sue mani, rivolte al cielo con i palmi aperti, stanno già diventando ramoscelli d'alloro. Il volto di Dafne, caratterizzato dalla bocca semiaperta, rivela emozioni contrastanti: terrore, per esser stata appena raggiunta da Apollo, ma anche sollievo, perché è consapevole della metamorfosi appena iniziata
Alina Kutsevol L’artista traduce in scultura un episodio de Le Metamorfosi di Ovidio. La ninfa Dafne si ribella all’amore del dio greco della musica Apollo. Per sfuggire a questo amore non corrisposto la ragazza chiede aiuto al padre Peneo che, per aiutarla, la trasforma in pianta di alloro nel momento in cui sta per essere afferrata. І soggetti vengono ritratti mentre corrono. Il movimento di Apollo viene reso dalla gamba alzata e dal mantello che svolazza col vento; quello di Dafne è quasi come frenata dal terreno, infatti si nota dai piedi e dalle mani come si trasforma in una pianta.Ciò che mi colpisce di più è il realismo straordinario di come l’artista Bernini è stato capace di renderlo capolavoro, ormai conosciuta in tutto il mondo.
Morrone Monica La scultura Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini è una delle interpretazioni più famose. Egli decide di descrivere il momento in cui Dafne si trasforma in una pianta di alloro. Apollo insegue Dafne perché è innamorato di lei. La ninfa invece non ricambia il desiderio e così fugge verso il fiume e suo padre Peneo la trasforma in una pianta di alloro. Apollo è nudo e coperto da un panno stretto intorno alla spalla destra e ai fianchi.Egli afferra Dafne con la mano destra e invece con la mano sinistra si tiene in equilibrio . Ai piedi indossa dei calzari. Il dio si appoggia sulla gamba destra mentre la sinistra si sporge indietro. Le sue labbra sono socchiuse e ansimano per la corsa e per il desiderio. Dafne corre in avanti per sfuggire ad Apollo, è nuda e il suo corpo si sta trasformando, i suoi piedi infatti diventano radici. La ninfa tenta di sollevare il piede destro già bloccato al suolo ma la corteccia avvolge il suo corpo e le mani si alzano verso il cielo trasformandosi in foglie. Il viso della dea ha un’espressione spaventata e la sua bocca è spalancata per la corsa e la paura.
Bernini in quest'opera ci rende il mito di Apollo e Dafne, lui la insegue perché ne è innamorato ma la ninfa invece non ricambia il desiderio del dio. Dafne fugge verso il fiume e suo padre Peneo la trasforma in una pianta di alloro. L'artista sceglie proprio il momento in cui Apollo, con i capelli lunghi che si muovono elegantemente al vento, ha raggiunto Dafne e sta per stringerla, infatti la afferra con la mano destra mentre con la mano sinistra il dio si tiene in equilibrio nella corsa. Il dio si appoggia sulla gamba destra mentre la sinistra si sporge indietro (questi elementi ci rendono il dinamismo che rende l'opera viva), le sue labbra sono socchiuse e sembra quasi che ansimi per la corsa. Dafne invece è sporta in avanti per sfuggire ad Apollo e la ninfa inarca il corpo per conquistare un po' di vantaggio sul dio. Lei è nuda e il suo corpo si sta trasformando, i suoi piedi infatti diventano radici. Dafne tenta di sollevare il piede destro già bloccato al suolo, la corteccia avvolge il suo corpo e le mani si alzano verso il cielo trasformandosi in foglie. Il viso della dea ha un’espressione spaventata e la sua bocca è spalancata per la corsa e la paura.
Anche a me colpisce tanto il fatto che ci sia molto dinamismo in questa opera (nonostante questa scultura sia in marmo) e in più mi colpisce il fatto che il corpo nudo di Dafne si transformi (per esempio i piedi si trasformano in radici, poi i capelli e le mani che si trasformano in foglie e così via) Francesco Volpe
Ció che mi colpisce in particolar modo è chiaramente il dinamismo, come già detto dai miei compagni. Inoltre, oltre ad essere una scultura ricca di dettagli, mi colpisce la struytura armonica dei corpi e la rappresentazione della scena raffigurante il mito di Apollo e Dafne, narrato nella Metamorfosi di Apuleio e ripreso numerose volte nella storia dell'arte. La scena raffigura il momento in cui Apollo cerca di tenere con sè Dafne, la quale tenta di fuggire ma sempre mantenendo la sinuosità e leggerezza nei movimenti che la contraddistingue. Oltre ad essere una delle sculture piú celebri del Bernini e anche una delle mie preferite dell'autore.
Antonio Candelieri Ciò che mi ha colpito maggiormente dell’opera ‘Apollo e Dafne’ del celebre Lorenzo Bernini è la presenza di straordinari dettagli ed un dinamismo senza precedenti. Per tale motivo la scultura risulta essere armonica e “leggera” nonostante sia realizzata in marmo. Particolare è anche il fatto che le due figure sembra che stiano per cadere da un momento all’altro.Apollo ha la gamba sinistra slanciata all’indietro e l’unico punto su cui può fare perno con il peso del proprio corpo è la gamba destra mentre Dafne si solleva verso l’alto per via delle radici che le stanno spuntando velocemente dai piedi.
Luciana Santoro
RispondiEliminaMi complisce maggiormente come girandoci attorno ad Apollo Bernini si possono ammirare tutti i dettagli dell’inseguimento, compresa la trasformazione della ninfa.
Bernini con questo lavoro ha ottenuto dei risultati inimmaginabili.
Come con martello e scalpello è riuscito a rappresentare perfettamente il momento cruciale di tutto il racconto.
Il momento in cui Dafne sta cominciando a trasformarsi in albero di alloro.
Mi affascina la storia Della scultura si può vedere come una sorta di violenza dall’uomo che non accetta un rifiuto e persevera nel perseguitare e violentare (anche se solo psicologicamente) una donna che non lo ama. L’amore di Apollo è distruttivo,lui distrugge la bellezza e la vita di Daphne, ma così facendo distrugge anche sé stesso. Il suo desiderio rimarrà inappagato, gli rimarrà soltanto il dolore.
Sono d'accordo con quello che ha detto Luciana. Vorrei aggiungere che abbiamo un forte dinamismo e inoltre sembra che il marmo si muova! Possiamo anche notare i capelli e la mano che si stanno trasformando in un albero di alloro perché appunto Dafne significa alloro.
RispondiEliminaDaphne*
RispondiEliminaMarica D'andrea
RispondiEliminail concetto chiave di questa opera è il dinamismo, che appunto da un senso di movimento. La statua raffigura il momento in cui Apollo che prova dei sentimenti per Daphne, la insegue mentre lei tenta di fuggire poiché non ricambia i sentimenti.
I punti dove si coglie maggiormente il dinamismo è la sollevata nell’atto della corsa, dove lei urla e lui solleva il piede.
I capelli e le mani di Daphne si trasformano in foglie di alloro, le dita dei piedi diventano radici che bloccano la corsa e la pelle si sta trasformando in corteccia. Il dinamismo è una particolarità che attira l’attenzione dell’osservatore.
Di questa opera mi colpisce il fatto che i personaggi sembrino davvero realistici . Bernini infatti rappresenta ogni minima azione in un perfetto dinamismo ; la gamba di Apollo che si alza nell'intento di correre, il mantello che svolazza col vento. C'è inoltre la transizione tra stato umano a vegetale di Dafne,in un realismo incredibile.
RispondiEliminaDi questa scultura mi colpisce il fatto che l'artista sia riuscito a rappresentare il momento esatto in cui Apollo afferra Dafne con la mano sinistra mentre lei si sta per trasformare in un albero. Inoltre apprezzo molto come il Bernini sia riuscito a conferire ai 2 personaggi un dinamismo dapprima sconosciuto.
RispondiEliminaBravi ragazzi!! Il Bernini rappresenta proprio il momento culminante della scena, coinvolgendo emotivamente lo spettatore.
RispondiEliminaLa scultura “Apollo e Dafne” di Gian Lorenzo Bernini, nonostante sia stata scolpita in marmo, ha come principale caratteristica il dinamismo. L’opera ha come protagonisti Apollo e la ninfea Dafne; lui, innamorato di Dafne, viene rifiutato da quest’ultima che cerca di scappare, Apollo, però, alza la gamba perché in procinto di inseguirla, la ninfea urla disperata e lo afferra con la mano sinistra, mentre i capelli e le mani iniziano a trasformarsi in pianta di alloro, le dita dei piedi diventano radici che fermano questa corsa e la pelle muta in corteccia. Possiamo quindi dire che i movimenti dei personaggi sono spontanei e naturali, inoltre anche i sentimenti della ninfea sono evidenti: l’urlo disperato sottolinea il momento preciso della reazione di Dafne; l’opera prende vita e culmina in questo urlo. Quello che mi colpisce è come Bernini riesca a custodire alcune caratteristiche dei più grandi artisti del Rinascimento: Michelangelo e Leonardo Da Vinci; dal primo ne ha ereditato il far vivere la figura nonostante fosse scolpita nel marmo rigido e fermo, dal grande Leonardo ha imparato a dare vita alle figure, animando i loro sentimenti.
RispondiEliminaBeatrice Gallo.
RispondiEliminaMi trovo d’accordo con tutto ciò che hanno detto i miei compagni e quello che mi colpisce di più è proprio Dafne. Per sottrarsi all'indesiderato abbraccio, ostenta la sua nudità contro il suo volere, e lotta per la sua verginità: per sfuggire alla presa di Apollo, infatti, la ninfa frena all'improvviso e inarca il busto verso avanti, così da controbilanciare la spinta del dio e proseguire la fuga. La parte inferiore del busto di Dafne, però, non risponde più alla sua volontà poiché la metamorfosi è appena iniziata, possiamo vedere come il piede sinistro abbia già perso ogni aspetto umano divenendo radice, e altrettanto sta avvenendo al destro, che tenta invano di sollevare ma che è invece ancorato al suolo da alcune appendici che crescono dalle unghie e che formeranno in seguito l'apparato radicale della pianta di alloro. Secondo lo stesso processo, la corteccia avvolgerà progressivamente il suo corpo, mentre le sue mani, rivolte al cielo con i palmi aperti, stanno già diventando ramoscelli d'alloro. Il volto di Dafne, caratterizzato dalla bocca semiaperta, rivela emozioni contrastanti: terrore, per esser stata appena raggiunta da Apollo, ma anche sollievo, perché è consapevole della metamorfosi appena iniziata
Alina Kutsevol
RispondiEliminaL’artista traduce in scultura un episodio de Le Metamorfosi di Ovidio. La ninfa Dafne si ribella all’amore del dio greco della musica Apollo. Per sfuggire a questo amore non corrisposto la ragazza chiede aiuto al padre Peneo che, per aiutarla, la trasforma in pianta di alloro nel momento in cui sta per essere afferrata. І soggetti vengono ritratti mentre corrono. Il movimento di Apollo viene reso dalla gamba alzata e dal mantello che svolazza col vento; quello di Dafne è quasi come frenata dal terreno, infatti si nota dai piedi e dalle mani come si trasforma in una pianta.Ciò che mi colpisce di più è il realismo straordinario di come l’artista Bernini è stato capace di renderlo capolavoro, ormai conosciuta in tutto il mondo.
Morrone Monica
RispondiEliminaLa scultura Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini è una delle interpretazioni più famose. Egli decide di descrivere il momento in cui Dafne si trasforma in una pianta di alloro. Apollo insegue Dafne perché è innamorato di lei. La ninfa invece non ricambia il desiderio e così fugge verso il fiume e suo padre Peneo la trasforma in una pianta di alloro. Apollo è nudo e coperto da un panno stretto intorno alla spalla destra e ai fianchi.Egli afferra Dafne con la mano destra e invece con la mano sinistra si tiene in equilibrio . Ai piedi indossa dei calzari. Il dio si appoggia sulla gamba destra mentre la sinistra si sporge indietro. Le sue labbra sono socchiuse e ansimano per la corsa e per il desiderio.
Dafne corre in avanti per sfuggire ad Apollo, è nuda e il suo corpo si sta trasformando, i suoi piedi infatti diventano radici. La ninfa tenta di sollevare il piede destro già bloccato al suolo ma la corteccia avvolge il suo corpo e le mani si alzano verso il cielo trasformandosi in foglie. Il viso della dea ha un’espressione spaventata e la sua bocca è spalancata per la corsa e la paura.
Bernini in quest'opera ci rende il mito di Apollo e Dafne, lui la insegue perché ne è innamorato ma la ninfa invece non ricambia il desiderio del dio. Dafne fugge verso il fiume e suo padre Peneo la trasforma in una pianta di alloro. L'artista sceglie proprio il momento in cui Apollo, con i capelli lunghi che si muovono elegantemente al vento, ha raggiunto Dafne e sta per stringerla, infatti la afferra con la mano destra mentre con la mano sinistra il dio si tiene in equilibrio nella corsa. Il dio si appoggia sulla gamba destra mentre la sinistra si sporge indietro (questi elementi ci rendono il dinamismo che rende l'opera viva), le sue labbra sono socchiuse e sembra quasi che ansimi per la corsa. Dafne invece è sporta in avanti per sfuggire ad Apollo e la ninfa inarca il corpo per conquistare un po' di vantaggio sul dio. Lei è nuda e il suo corpo si sta trasformando, i suoi piedi infatti diventano radici. Dafne tenta di sollevare il piede destro già bloccato al suolo, la corteccia avvolge il suo corpo e le mani si alzano verso il cielo trasformandosi in foglie. Il viso della dea ha un’espressione spaventata e la sua bocca è spalancata per la corsa e la paura.
RispondiEliminaAnche a me colpisce tanto il fatto che ci sia molto dinamismo in questa opera (nonostante questa scultura sia in marmo) e in più mi colpisce il fatto che il corpo nudo di Dafne si transformi (per esempio i piedi si trasformano in radici, poi i capelli e le mani che si trasformano in foglie e così via)
RispondiEliminaFrancesco Volpe
Ció che mi colpisce in particolar modo è chiaramente il dinamismo, come già detto dai miei compagni. Inoltre, oltre ad essere una scultura ricca di dettagli, mi colpisce la struytura armonica dei corpi e la rappresentazione della scena raffigurante il mito di Apollo e Dafne, narrato nella Metamorfosi di Apuleio e ripreso numerose volte nella storia dell'arte. La scena raffigura il momento in cui Apollo cerca di tenere con sè Dafne, la quale tenta di fuggire ma sempre mantenendo la sinuosità e leggerezza nei movimenti che la contraddistingue. Oltre ad essere una delle sculture piú celebri del Bernini e anche una delle mie preferite dell'autore.
RispondiEliminaGagliardi MariaConcetta
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaAntonio Candelieri
RispondiEliminaCiò che mi ha colpito maggiormente dell’opera ‘Apollo e Dafne’ del celebre Lorenzo Bernini è la presenza di straordinari dettagli ed un dinamismo senza precedenti. Per tale motivo la scultura risulta essere armonica e “leggera” nonostante sia realizzata in marmo. Particolare è anche il fatto che le due figure sembra che stiano per cadere da un momento all’altro.Apollo ha la gamba sinistra slanciata all’indietro e l’unico punto su cui può fare perno con il peso del proprio corpo è la gamba destra mentre Dafne si solleva verso l’alto per via delle radici che le stanno spuntando velocemente dai piedi.