Nel sacrificio di Ifigenia Tiepolo coglie il momento dell’apparizione di una cerbiatta e fa capire che la dea Artemide rinuncia al sacrificio di Ifigenia suggerito dall’indovino Calcante al padre Agamennone. La luce è la protagonista dell’affresco, il freddo azzurro del cielo sottolinea i colori dei personaggi Mentre la nube e le colonne sono illuminate da una luce frontale quasi divina La quadratura è costituita da quattro colonne ioniche dipinte che reggono la trabeazione della stanza creando un gioco tra realtà ed illusione. La nube dove un cupido guida la cerbiatta verso il luogo del sacrificio sembra quasi appartenere allo spazio reale. Tutti i personaggi volgono lo sguardo all’apparizione, solo Ifigenia ed il padre non se ne sono accorti Il padre guarda verso il sacerdote mentre Ifigenia chiuso nel suo dolore copre il volto con il mantello
Francesco Volpe Di particolare rilievo fu la decorazione della vicentina villa di Giustino Valmarana. Nelle stanze del fabbricato principale, Tiepolo raffigurò alcune celebri opere della letteratura di ogni epoca: l’Iliade, l’Eneide, L’Orlando furioso e la Gerusalemme liberata. Nel Sacrificio di Ifigenia, su una parete dell’atrio, l’artista adottò la soluzione di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto. Con grande teatralità, come su un palcoscenico, è rappresentato il momento di maggiore pathos: la giovane Ifigenia è distesa sull’ara, con il petto nudo mentre sta per essere immolata, tra una folla di astanti, da un sacerdote che stringe nella destra il coltello. Tutti i personaggi volgono lo sguardo al cielo, all’improvviso apparire della dea Diana che, secondo una versione del mito, ordinò di interrompere il sacrificio, mentre sulla sinistra sopraggiunge un puttino con la cerva che verrà sacrificata al posto della fanciulla. L’episodio narrato è giocato sull’illusionismo della composizione, che sembra suggerire la prosecuzione dello spazio oltre i limiti architettonici. Il vivace cromatismo, i giochi chiaroscurali creati attraverso ombre colorate, la leggerezza delle figure e la sagace vena narrativa costituiscono una suprema sintesi dello stile rococò del pittore.
Il sacrificio d'Ifigenia è un affresco realizzato nel 1757 da Giambattista Tiepolo per la Villa Valmarana ai Nani. Secondo l'antico mito a cui si ispira quest'opera, Agamennone, padre di Ifigenia, prende l'ardua decisione di sacrificare tale alla dea Diana al fine di placare l'ira da lui stesso provocata. L'artista vuole evidenziare la grande teatralità del momento come se si svolgesse all'interno di un vero palcoscenico inserendo la scena in un porticato dipinto. Al centro della scena il sacerdote Calcante sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. Sulla destra Agamennone si copre gli occhi col mantello per non guardare; a sinistra appare la cerva che sostituirà la fanciulla come vittima sacrificale.
Quest'opera con grande teatralità rappresenta il momento in cui un sacerdote sta per trafiggere il petto di Ifigenia .Nel mentre tutti volgono lo sguardo verso il cielo, ed ecco apparire la dea Diana che ferma tutto ,e da sinistra appare un puttino con una cerva sacrificata al posto della fanciulla. L'episodio narrato è giocato sull'illusionismo della composizione, infatti sembra che ci sia altro spazio oltre i limiti architettonici.Il vivace cromatismo dei colori ,i giochi di chiaro scuro creati attraverso ombre colorate,la leggerezza delle figure ,e il modo di narrare la scena sono di chiaro stile rococò.
In quest’opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale. Nelle sue opere si ricollega soprattutto alla tradizione dei coloristi veneti. Consiste nella rigorosa rappresentazione pittorica di forme architettoniche. Ora Ifigenia è salva, e la brezza che spingerà al largo le navi agita gli stendardi rossi. Al centro il sacerdote Calcante attorniato da persone in vesti orientali sta per uccidere Ifigenia con un coltello. Qualcun altro invece si è nascosto dietro una colonna. Il particolare della mano è un esempio del quadraturismo. Tiepolo introduce una nuvola rosata nel momento di maggiore pathos e sopra di essa due angeli conducono la cerbiatta da sacrificare al posto di Ifigenia. Tutti i personaggi sono rivolti verso la cerimonia; Agamennone invece cerca di coprirsi gli occhi con il mantello, la brocca piena d'acqua e il rogo sono pronti e un servo è già in posizione con il vassoio. Nella folla c'è un personaggio con vesti settecentesche, forse è il committente Giustino Valmarana
Gagliardi MariaConcetta In questa opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale. Il committente dell'opera fu Giustino Valdamara. L'affresco puó essere suddiviso in tre parti: partendo da sinistra con l'arrivo di una nuvola del messaggero di Artemide con una verva, per poter risparmiare la morte della piccola Ifigenia. Al centro, in primo piano, incontriamo Calcante e Ifigenia intenti a compiere il sacrificio, la mano della fanciulla ormai inerme simboleggia l'arresa di fronte al proprio destino, mentre Calcante regge l'ascia, simbolo di martirio. In secondo piano vi sono rappresentate una folla di persone, giunte per assistere al sacrificio e a destra si nota una mano sporgere oltre le colonne (elemento che dona tridimensionalità all'opera). Infine, notiamo Agamennone, che tenta di coprirsi il volto con il maltello pur di non vedere il martirio di sua figlia. L'ambientazione appare astratta, immersa tra nuvole e cielo di un azzurro monocromatico.
Quest'affresco venne commissionato a Giambattista Tiepolo nel 1757 dalla famiglia Valmarana, come decorazione per la villa nei dintorni di Vicenza, e rappresenta il sacrificio di Ifigenia. Sei colonne ioniche delimitano la scena dando l'impressione che la stanza continui oltre la parete; al centro il sacerdote Calcante, attorniato da persone con vesti orientali, sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. A destra troviamo Agamennone che si copre il volto con un mantello per non guardare il sacrificio della figlia e, in mezzo alla folla, troviamo il committente Giustino Valmarana. A sinistra invece, sopra una nube rosata, due amorini conducono una cerbiatta che, per volere della dea Diana, verrà sacrificata al posto di Ifigenia. Grazie ai colori riesce a dare l'idea della luce di un eterno mattino.
Nel 1757 Giambattista Tiepolo e il figlio Giandomenico affrescano gli interni della villa Valmarana, una residenza del 600 nei pressi di Vicenza. Gli episodi decorati nelle sale principali sono tratti dalle opere di Omero, Virgilio, Tasso e Ariosto. Nel salone centrale è rappresentato il “Sacrificio di Ifigenia”: in primo piano c’è Ifigenia, figlia di Agamennone, che sta per essere sacrificata su un altare perché suo padre offese gravemente la dea Artemide colpendo un cervo e vantandosi di essere più bravo della dea della caccia. Accanto ad Ifigenia c’è il sacerdote Calcante che sta per ucciderla con un coltello, a destra Agamennone che si copre il volto con un mantello per non assistere alla morte della figlia. Ma il momento che il quadro ha immortalato è proprio quello in cui un angelo su una nuvola porta con sé un cervo, così da impedire il sacrificio della fanciulla, portandola a Tauride, dove il re del luogo, Toante, la fece sacerdotessa della dea che l'aveva salvata. Nel frattempo Eolo interviene con il suo soffio per consentire alla flotta greca di partire per Troia. Di quest’opera mi colpisce molto la teatralità ed anche l’effetto visivo che crea dal momento che alcuni dettagli dell’opera possono ingannare l’osservatore: per esempio la nuvola posta davanti alla colonna, crea un effetto tridimensionale.
L’opera in questione é un affresco di Giambattista Tiepolo, artista del Rococò. É situato nella Villa Valmarana “ai Nani” di Vincenza. Esso occupa la parete centrale della Sala di Ifigenia e ritrae i personaggi mitologici greci in un determinato episodio: Ifigenia sta per essere uccisa da Calcante, mentre Agamennone, padre della donna, si copre per non guardare il momento fatidico. Improvvisamente, appare dal cielo la dea Diana che decide di porre fine all’azione di Calcante; a essere sacrificata non sarà quindi Ifigenia ma una cerva. La parete sembra quasi un palcoscenico: la scena é teatrale, ma nonostante ciò tutto é strutturato come se andasse oltre la semplice e regolare composizione dell’opera.
RispondiEliminaNel sacrificio di Ifigenia Tiepolo coglie il momento dell’apparizione di una cerbiatta e fa capire che la dea Artemide rinuncia al sacrificio di Ifigenia suggerito dall’indovino Calcante al padre Agamennone.
La luce è la protagonista dell’affresco, il freddo azzurro del cielo sottolinea i colori dei personaggi
Mentre la nube e le colonne sono illuminate da una luce frontale quasi divina
La quadratura è costituita da quattro colonne ioniche dipinte che reggono la trabeazione della stanza creando un gioco tra realtà ed illusione.
La nube dove un cupido guida la cerbiatta verso il luogo del sacrificio sembra quasi appartenere allo spazio reale.
Tutti i personaggi volgono lo sguardo all’apparizione, solo Ifigenia ed il padre non se ne sono accorti
Il padre guarda verso il sacerdote mentre Ifigenia chiuso nel suo dolore copre il volto con il mantello
Francesco Volpe
RispondiEliminaDi particolare rilievo fu la decorazione della vicentina villa di Giustino Valmarana. Nelle stanze del fabbricato principale, Tiepolo raffigurò alcune celebri opere della letteratura di ogni epoca: l’Iliade, l’Eneide, L’Orlando furioso e la Gerusalemme liberata. Nel Sacrificio di Ifigenia, su una parete dell’atrio, l’artista adottò la soluzione di inserire la scena all’interno di un porticato dipinto.
Con grande teatralità, come su un palcoscenico, è rappresentato il momento di maggiore pathos: la giovane Ifigenia è distesa sull’ara, con il petto nudo mentre sta per essere immolata, tra una folla di astanti, da un sacerdote che stringe nella destra il coltello. Tutti i personaggi volgono lo sguardo al cielo, all’improvviso apparire della dea Diana che, secondo una versione del mito, ordinò di interrompere il sacrificio, mentre sulla sinistra sopraggiunge un puttino con la cerva che verrà sacrificata al posto della fanciulla. L’episodio narrato è giocato sull’illusionismo della composizione, che sembra suggerire la prosecuzione dello spazio oltre i limiti architettonici. Il vivace cromatismo, i giochi chiaroscurali creati attraverso ombre colorate, la leggerezza delle figure e la sagace vena narrativa costituiscono una suprema sintesi dello stile rococò del pittore.
Il sacrificio d'Ifigenia è un affresco realizzato nel 1757 da Giambattista Tiepolo per la Villa Valmarana ai Nani. Secondo l'antico mito a cui si ispira quest'opera, Agamennone, padre di Ifigenia, prende l'ardua decisione di sacrificare tale alla dea Diana al fine di placare l'ira da lui stesso provocata. L'artista vuole evidenziare la grande teatralità del momento come se si svolgesse all'interno di un vero palcoscenico inserendo la scena in un porticato dipinto. Al centro della scena il sacerdote Calcante sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. Sulla destra Agamennone si copre gli occhi col mantello per non guardare; a sinistra appare la cerva che sostituirà la fanciulla come vittima sacrificale.
RispondiEliminaQuest'opera con grande teatralità rappresenta il momento in cui un sacerdote sta per trafiggere il petto di Ifigenia .Nel mentre tutti volgono lo sguardo verso il cielo, ed ecco apparire la dea Diana che ferma tutto ,e da sinistra appare un puttino con una cerva sacrificata al posto della fanciulla. L'episodio narrato è giocato sull'illusionismo della composizione, infatti sembra che ci sia altro spazio oltre i limiti architettonici.Il vivace cromatismo dei colori ,i giochi di chiaro scuro creati attraverso ombre colorate,la leggerezza delle figure ,e il modo di narrare la scena sono di chiaro stile rococò.
RispondiEliminaIn quest’opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale. Nelle sue opere si ricollega soprattutto alla tradizione dei coloristi veneti.
RispondiEliminaConsiste nella rigorosa rappresentazione pittorica di forme architettoniche. Ora Ifigenia è salva, e la brezza che spingerà al largo le navi agita gli stendardi rossi.
Al centro il sacerdote Calcante attorniato da persone in vesti orientali sta per uccidere Ifigenia con un coltello.
Qualcun altro invece si è nascosto dietro una colonna.
Il particolare della mano è un esempio del quadraturismo.
Tiepolo introduce una nuvola rosata nel momento di maggiore pathos e sopra di essa due angeli conducono la cerbiatta da sacrificare al posto di Ifigenia.
Tutti i personaggi sono rivolti verso la cerimonia; Agamennone invece cerca di coprirsi gli occhi con il mantello,
la brocca piena d'acqua e il rogo sono pronti e un servo è già in posizione con il vassoio.
Nella folla c'è un personaggio con vesti settecentesche, forse è il committente Giustino Valmarana
Gagliardi MariaConcetta
RispondiEliminaIn questa opera, Tiepolo illustra il Sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, in visione tridimensionale. Il committente dell'opera fu Giustino Valdamara. L'affresco puó essere suddiviso in tre parti: partendo da sinistra con l'arrivo di una nuvola del messaggero di Artemide con una verva, per poter risparmiare la morte della piccola Ifigenia. Al centro, in primo piano, incontriamo Calcante e Ifigenia intenti a compiere il sacrificio, la mano della fanciulla ormai inerme simboleggia l'arresa di fronte al proprio destino, mentre Calcante regge l'ascia, simbolo di martirio. In secondo piano vi sono rappresentate una folla di persone, giunte per assistere al sacrificio e a destra si nota una mano sporgere oltre le colonne (elemento che dona tridimensionalità all'opera). Infine, notiamo Agamennone, che tenta di coprirsi il volto con il maltello pur di non vedere il martirio di sua figlia. L'ambientazione appare astratta, immersa tra nuvole e cielo di un azzurro monocromatico.
Quest'affresco venne commissionato a Giambattista Tiepolo nel 1757 dalla famiglia Valmarana, come decorazione per la villa nei dintorni di Vicenza, e rappresenta il sacrificio di Ifigenia. Sei colonne ioniche delimitano la scena dando l'impressione che la stanza continui oltre la parete; al centro il sacerdote Calcante, attorniato da persone con vesti orientali, sta per uccidere con un coltello la giovane Ifigenia. A destra troviamo Agamennone che si copre il volto con un mantello per non guardare il sacrificio della figlia e, in mezzo alla folla, troviamo il committente Giustino Valmarana. A sinistra invece, sopra una nube rosata, due amorini conducono una cerbiatta che, per volere della dea Diana, verrà sacrificata al posto di Ifigenia. Grazie ai colori riesce a dare l'idea della luce di un eterno mattino.
RispondiEliminaNel 1757 Giambattista Tiepolo e il figlio Giandomenico affrescano gli interni della villa Valmarana, una residenza del 600 nei pressi di Vicenza. Gli episodi decorati nelle sale principali sono tratti dalle opere di Omero, Virgilio, Tasso e Ariosto. Nel salone centrale è rappresentato il “Sacrificio di Ifigenia”: in primo piano c’è Ifigenia, figlia di Agamennone, che sta per essere sacrificata su un altare perché suo padre offese gravemente la dea Artemide colpendo un cervo e vantandosi di essere più bravo della dea della caccia. Accanto ad Ifigenia c’è il sacerdote Calcante che sta per ucciderla con un coltello, a destra Agamennone che si copre il volto con un mantello per non assistere alla morte della figlia. Ma il momento che il quadro ha immortalato è proprio quello in cui un angelo su una nuvola porta con sé un cervo, così da impedire il sacrificio della fanciulla, portandola a Tauride, dove il re del luogo, Toante, la fece sacerdotessa della dea che l'aveva salvata. Nel frattempo Eolo interviene con il suo soffio per consentire alla flotta greca di partire per Troia. Di quest’opera mi colpisce molto la teatralità ed anche l’effetto visivo che crea dal momento che alcuni dettagli dell’opera possono ingannare l’osservatore: per esempio la nuvola posta davanti alla colonna, crea un effetto tridimensionale.
RispondiElimina(Melissa Lanzino)
EliminaL’opera in questione é un affresco di Giambattista Tiepolo, artista del Rococò. É situato nella Villa Valmarana “ai Nani” di Vincenza. Esso occupa la parete centrale della Sala di Ifigenia e ritrae i personaggi mitologici greci in un determinato episodio: Ifigenia sta per essere uccisa da Calcante, mentre Agamennone, padre della donna, si copre per non guardare il momento fatidico. Improvvisamente, appare dal cielo la dea Diana che decide di porre fine all’azione di Calcante; a essere sacrificata non sarà quindi Ifigenia ma una cerva. La parete sembra quasi un palcoscenico: la scena é teatrale, ma nonostante ciò tutto é strutturato come se andasse oltre la semplice e regolare composizione dell’opera.
RispondiElimina